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a cura dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale




Dossier
«La rimozione della targa stradale
alla memoria del Viva Maria ad Arezzo»

Documento 2 - Appendice 1

Con l’Atto di Indirizzo volto a cambiare nome alla Piazzetta del Viva Maria, uno schiaffo al Vescovo, al Sindaco, ai nostri antenati uccisi nel 1799-1800, ai Cattolici aretini, alla Madonna del Conforto


L’Atto di Indirizzo che verrà discusso nel Consiglio Comunale di venerdì prossimo, volto a cambiare nome alla Piazzetta del Viva Maria, non è altro che l’epilogo di una lunga campagna denigratoria dell’Insorgenza aretina del 1799, che ha visto impegnati alcuni noti esponenti dell’anticlericalismo aretino e nazionale.

Si è attaccato in tutti i modi il Vescovo di Arezzo, «reo» di aver richiesto – su invito del Consiglio Presbiteriale – all’Amministrazione Comunale un elemento toponomastico che ricordasse l’Insorgenza antifrancese, che vide coinvolti i nostri antenati contro la più grande potenza militare di allora.

Si è polemizzato contro il Sindaco Fanfani, «reo» di non voler riaprire divisioni e polemiche nonché "epurazioni" toponomastiche, non accogliendo un’interrogazione volta a cancellare la suddetta Piazzetta.

Si è continuato a sostenere che il Viva Maria fu responsabile di «una successione di violenze gravi e continuate nei confronti degli ebrei toscani in ogni dove». Ho cercato di dimostrare con documenti inoppugnabili che il Via Maria non fu aprioristicamente antisemita o antiebraico, che a Monte San Savino la popolazione locale era da decenni in astio con la comunità ebraica (almeno dal 1753!); che i dirigenti savinesi del Viva Maria (Veltroni e Ciari) fecero di tutto, anche a rischio della loro incolumità, per difendere la popolazione ebraica; che a massacrare gli ebrei a Siena furono popolani senesi e che i comandanti aretini fermarono le violenze e misero sentinelle al Ghetto. Tutto inutile …

Hanno firmato un appello affinché la Piazzetta aretina continuasse a chiamarsi del Viva Maria studiosi come: Prof. Franco Cardini, Prof. Massimo Viglione, Prof. Antonio Batinti, Prof.ssa Andiloro Rosadoni, Prof. Claudio Santori, Prof. Giulio Dante Guerra, Prof. Virgilio Ilàri, Prof. Rino Cammilleri, Dott. Francesco Maria Agnoli, Prof. Massimo de Leonardis, Prof. Roberto de Mattei, Prof. Don Antonio Bacci e altri ancora. Il Prof. Jean Pierre Delumeau, illustre storico francese e Cittadino Onorario di Arezzo, ha inviato una lettera al nostro Sindaco: «[…] il Viva Maria fu una insurrezione popolare che fa parte dell'eredità storica aretina, e di una memoria storica e civile aretina che anche noi riteniamo divisa. Siamo consci di queste divisioni, e sappiamo che al Comune spetta l'intitolazione delle vie e piazze: chiediamo alla benevolenza del Comune di Arezzo e al suo chiarissimo signor Sindaco che la piazzetta Viva Maria possa conservare il suo nome».

Appare chiaro come la cosa che dia più fastidio sia quel «Maria» e il fatto che gli insorgenti gridassero quel nome. Altri nomi sarebbero stati tollerati, quello no.

Si è in continuazione spostato in avanti l’oggetto del contendere. In ultimo ci si è appigliati al fatto che durante il fascismo, sulla rivista Giovinezza, qualcheduno fece riferimento al Viva Maria. Come se per il fatto che i fascisti si appropriarono dell’antica Roma, dovessimo rinnegare il passato romano. Tanto più che nel medesimo giornale fascista scrissero personaggi divenuti in seguito ferventi antifascisti, come l’ex sindaco Ducci.

Si è preteso, con bell’esempio di totalitarismo, di affibbiare pagelle, stabilendo quali siano i "cristiani" buoni e quelli meno buoni; quali le opinioni accettabili e quelle no, quali i morti da piangere e quelli che non contano.

Credo che a questo punto occorrano alcune domande:

1 – È cosa logica cambiare la toponomastica cittadina ad ogni cambio di maggioranza consiliare?

2 – È cosa logica farsi condizionare da personaggi arrivisti e invasi da anticlericalismo?

3 - Per quale motivo a noi elettori non è stata manifestata in campagna elettorale (con un chiaro programma) la volontà di cambiare il nome alla Piazzetta?

4 – Che cosa dovranno pensare i cattolici del Centro Sinistra in vista del futuro Partito Democratico, quando è palese che ogni occasione è buona per umiliare la loro appartenenza e la loro fede?

In ogni caso, che sia chiaro come la rimozione di quella targa sia a tutti gli effetti un sonoro SCHIAFFO:

  • al VESCOVO, che fece richiesta di questa intitolazione all’Amministrazione Comunale.
  • al SINDACO FANFANI che nel novembre scorso rispose ufficialmente all’interrogazione in merito, che per non rinnovare vecchie divisioni, polemiche e rancori, credeva utile lasciare la targa al suo posto. Quale sarà da ora in poi la sua autorevolezza agli occhi della pubblica opinione?
  • Agli ARETINI DEL 1799-1800, i nostri Padri, che umiliati e violentati per secoli trovarono l’orgoglio e la forza per ribellarsi all’ennesima invasione. Ne sopportarono le conseguenze con i più di 100 morti (fra cui bambini e vecchi novantenni!), le centinaia di feriti e i 2.000 fuoriusciti scampati al saccheggio dell’ottobre 1800. Evidentemente anche i morti non sono tutti uguali: alcuni sono più uguali …
  • Ai Cattolici aretini che non possono fare a meno di vedere con quanta virulenza sia stato dato l’assalto alla innocua Piazzetta, solo perché denominata del "VIVA MARIA". La prova di tal anticlericalismo ci è stata data dalla confessione fatta dal Prof. Salvadori (uno dei sostenitori dello spoil system toponomastico) che ha affermato come già nel 1996 aveva fatto di tutto per non far celebrare al Comune di Arezzo il 200° anniversario della Madonna del Conforto.
  • Uno schiaffo alla MADONNA DEL CONFORTO, che i nostri antenati, anche a costo della loro vita, vollero difendere dall’asportazione e distruzione da parte dei francesi, mentre oggi si vuole nascondere il loro operato.
Santino Gallorini

All'Appendice 2


Dibattiti

Oscar Sanguinetti
Complotto «cattointegralista» o «forza delle cose»?

Oscar Sanguinetti
L’invenzione della memoria «affiancata»

Francesco Pappalardo
Una pregevole rilettura del Risorgimento

Guido Verna
Le zanzare: dalla sociologia alla storia, dai laghi finlandesi alle Isole Solovki

Francesco Pappalardo
Perché non celebriamo Garibaldi



Dossier
«La rimozione della targa stradale alla memoria del Viva Maria ad Arezzo»

Oscar Sanguinetti
Una operazione discutibile contro il ricupero della memoria civile degl’italiani


Documento 1
Pro-memoria ai membri del Consiglio Comunale di Arezzo


Documento 2
Cronologia degli eventi precedenti la decisione del Comune di Arezzo e altri documenti

Appendice 1
Appendice 2 Appendice 3

Documento 3
Il «Viva Maria» non fu antiebraico e gli Aretini non furono massacratori


IL LIBRO DEL MOMENTO

Christopher Caldwell,
L’ultima rivoluzione dell’Europa.
L’immigrazione, l’islam e l’Occidente

traduzione dall’inglese di Annibale Manazza,
Garzanti, Milano 2009,
440 pp., € 20,00

(cfr. un'ampia recensione del volume a firma Massimo Introvigne).



Rudolf Allers,
Psicologia e cattolicesimo

con un
saggio introduttivo
di Roberto Marchesini e una Presentazione
di Ermanno Pavesi

D'Ettoris Editori, Crotone 2009,
€ 14,90



Marco Tangheroni,
Della storia.
In margine ad aforismi di Nicolás Gómez Dávila

Sugarco Edizioni, Milano 2008,
144 pp., € 15,00


Giovanni Cantoni,
Per una civiltà cristiana nel terzo millennio. La coscienza della Magna Europa e il quinto viaggio di Colombo

Sugarco Edizioni, Milano 2008,
264 pp., € 18,50


Massimo Introvigne,
Una battaglia nella notte. Plinio Corrêa de Oliveira e la crisi del secolo XX nella Chiesa,

Sugarco Edizioni, Milano 2008,
296 pp., € 19,50

Un acuto studio sulle radici dell'esplosione sessantottesca e sui suoi esiti terroristici


Enzo Peserico,
Gli anni
del desiderio
e del piombo.
Sessantotto,
terrorismo
e Rivoluzione,
a cura di
Marco Invernizzi,

Sugarco, Milano 2008,
192 pp., € 18




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anno VIII, n. 29, luglio-settembre 2009, € 21.

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