a cura dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale
GIOVANNI SPINELLI OSB (a cura di) / Pio VII papa benedettino nel bicentenario della sua elezione. Atti del Congresso storico internazionale, Cesena-Venezia 15/19 settembre 2000 , Centro Storico Benedettino Italiano-Badia di Santa Maria del Monte, Cesena (Forlì) 2003, 764 pp.
Il Centro Storico Benedettino Italiano pubblica gli atti della «cinque giorni» su dom Barnaba Chiaramonti (1742-1799), tenuto nella ricorrenza del secondo centenario della sua elezione al pontificato con il nome di Pio VII nel conclave che si tenne nel 1800 a Venezia, da poco passata sotto l’aquila bicipite, in territorio «sicuro», in quanto Roma, da pochissimo liberata dalla giacobina Repubblica Romana, non era ritenuta ancora sufficientemente libera da influenze politiche. Dissipatesi tosto le simpatie repubblicane il nuovo Pontefice si troverà ben presto a dover fronteggiare, in una lotta dura e drammatica, l’astro nascente del despota che soggiogherà l’Europa per un ventennio e che già aveva inflitto sofferenze esiziali al suo predecessore Pio VI (1775-1799).
Il convegno svoltosi a Cesena e poi a Venezia, ha visto la partecipazione di numerosi studiosi italiani, francesi e tedeschi, laici e religiosi, i cui interventi si sono mossi fra storia politica, storia ecclesiastica e storia della spiritualità. Fra i temi esplorati dalle varie relazioni, il profondo cattolicesimo della famiglia Chiaramonti, l’appartenenza di Barnaba alla famiglia benedettina, l’episcopato, la famosa omelia «aperturista» verso la Rivoluzione di Francia, il conclave, i tempestosi rapporti con l’Impero francese e con le altre potenze italiane ed europee, la battaglia del secondo Concordato con la Francia, la «cattività savonese», il viaggio a Parigi, il difficile periodo della prima Restaurazione, alle prese con il rinascente giurisdizionalismo, con la ricostruzione degli ordini religiosi dispersi dalla Rivoluzione e da Napoleone, con la questione ebraica, con la lotta delle società segrete rivoluzionarie contro la Chiesa e il potere temporale dei Papi, con la sua diocesi, Roma, e in generale con la cultura del suo tempo.
Dalla ricca messe di spunti emerge il quadro di una figura importante, attenta a molteplici aspetti del difficile tempo in cui visse e in cui si consuma quanto meno la parte sostanziale della svolta epocale che la civiltà europea compie da strutture di antico regime a forme moderne di convivenza civile, ormai separate nei codici delle leggi, dall’influenza evangelica.