a cura dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale
MEMORANDA
«Sono a confronto due visioni dell’uomo, la cui opposizione presenta strascichi duraturi in politica, dal momento che ha costituito a lungo uno dei maggiori spartiacque tra la destra e la sinistra. La destra, nella figura di Burke ad esempio, sostiene in genere che non si può fare pieno affidamento sull’uomo e che di conseguenza la società lo deve inquadrare, sottomettere a un’autorità che gli dia delle regole.
L’educazione deve comprendere un’indispensabile dimensione costrittiva. Vengono influenzati da quest’idea anche l’esercizio della giustizia, l’applicazione delle pene e la concezione del sistema penitenziario: la destra tradizionale crede ben poco nella possibilità della reintegrazione dell’individuo nella vita quotidiana e ritiene, invece, necessario insistere sull’esemplarità della pena. […]
La tradizione di sinistra, dapprima liberale e individualistica, in seguito rinnovata dalla sinistra socialista, si è invece opposta a questa visione dell’uomo, mostrando piuttosto una tendenza a far ricadere sull’organizzazione sociale la responsabilità del male presente nel cuore della storia. Su questo punto, per quanto differenti possano essere nelle loro attese filosofiche e nelle loro realizzazioni concrete, le due sinistre si congiungono: entrambe ritengono possibile costruire un mondo in cui la giustizia regnerà sovrana, facendo affidamento sull’originaria bontà dell’uomo. E pure l’ambizione di creare un uomo nuovo, progetto dei regimi comunisti del XX secolo, attraverso la fine del dominio del capitalismo, nasce dalla volontà di restituirgli la sua natura primordiale».